Linux: formattare memorie esterne con mkdosfs

l'icona del terminaleQuesto di oggi è un incrocio tra l'esercizio e l'approfondimento, dedicato a chi, mossi i primi passi col Sistema del Pinguino, vuole iniziare ad esplorare la sua potente riga di comando.

Ogni  pinguinofilo che si rispetti ha spesso e volentieri a che fare con le scritte a sfondo nero che la contraddistinguono, continuando a preferirla anche in presenza di alternative ad interfaccia grafica.

Come in ogni inizio che si rispetti, partiremo da una operazione semplice. La nostra scelta è ricaduta sulla formattazione di memorie esterne in fat32,  possibile con l'utility  gparted (ad interfaccia grafica), ormai inclusa da tempo in tantissime distribuzioni.

Il formato prescelto per quest'articolo, FAT32, sebbene ormai quasi obsoleto poiché inadatto a files che eccedano i 4 GB, è ancora utilizzato da moltissimi dispositivi, quali memorie esterne  fotocamere digitali o lettori mp3.

Come premesso, quest0'articolo è da intendersi come un blando esercizio per avvicinarsi alla shell, tuttavia però potrebbe tornarvi utile in situazioni difficili (non del tutto infrequenti) in cui magari la GUI (interfaccia grafica) fa capricci...oppure chissà in una riedizione dei Goonies, per raggiungere il tesoro di Willy l'orbo...

Addentriamoci.

Ciò che faremo sarà accedere alla riga di comando come amministratori, rintracciare il volume su cui intervenire, smontarlo, invocare il comando mkdosfs con i parametri idonei alla formattazione scelta.

 

Rintracciato il terminale tra i menu della nostra distribuzione (solitamente si trova in accessori), digitiamo il comando

sudo su

per ottenere i privilegi di amministratore (superuser); inserita la password  quando richiesto (fate attenzione:durante la digitazione non verrà visualizzato niente) ecco che il simbolo accanto al quale digiteremo sarà diventato un "#" (prima il simbolo era quello del dollaro).

Una volta eseguito l'accesso visualizziamo i volumi connessi, tramite il comando

mount

rintracciato il nostro target (se doveste avere problemi, leggete quest'altro articolo), lo smontiamo, trascrivendone il "nome" -il termine esatto è "nodo di dispositivo"- preceduto dal comando umount.

Ad esempio, se il nostro volume fosse  /dev/sdc, andremo a digitare

umount /dev/sdc

a questo punto, siamo alla fine: utilizziamo mkdosfs, con i parametri che preferiamo (a questo link trovate una panoramica tecnica in lingua inglese) e scegliamo il formato FAT32

mkdosfs -F 32 /dev/sdc

alternativamente non è difficile intuire cosa sostituire nel caso in cui si volesse il formato FAT16 o FAT12.

Se vi interessa un comando alternativo, provate con dd.

 

 

Autore: Luigi Lacquaniti

Web designer freelance.

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