Home Linux Ubuntu 11.04: noie e innovazioni

Ubuntu 11.04: noie e innovazioni

 

Non è un mistero che il Sistema Operativo a corredo sulla maggior parte dei pc, necessiti di anti-virus e/o anti-spyware, indispensabili softwares che coniugano alla prevalente inefficacia un discreto spreco di risorse.

Trovo preoccupante che questi stessi pc, la cui stabilità ed efficienza possono essere messe a repentaglio anche da una semplice pendrive,  spesso vengano utilizzati anche per lavorare, con tutti i rischi che ne derivano.  Certo, si sa, alcuni ambiti professionali non possono prescindere da Sistemi Microsoft, ma a maggior ragione, le utenze domestiche non sarebbero tenute a installarlo sempre e comunque. Di alternative ce ne stanno.  E non poche.

Qui chiudo la parentesi retorica: ovviamente sto per parlarvi di Linux, e di una delle sue “forme” meglio riuscite, ovvero Ubuntu.

…Perchè un altro sistema operativo è possibile.

Ubuntu, parola africana dai tanti significati, tra i quali “umanità”, è una delle distribuzioni che sta avendo maggiore successo, riscuotendo grandi consensi grazie ad una interfaccia chiara e a tutta una serie di semplificazioni integrate in essa.

L’ampiezza del supporto hardware, (viene rilevata la quasi totalità delle periferiche senza problemi), e una dotazione software di base abbastanza completa fornendo una certa operatività già in modalità livecd, costituiscono due dei principali punti di forza di questa distribuzione.

La dotazione di base prevede la suite LibreOffice, il client IM (per messenger e co.) Empathy (anche se personalmente preferisco Pidgin), l’editor per fotoritocco Gimp, il comodo First sight perl’anteprima delle immagini, il solito ottimo Firefox, e tutte le funzionalità nuove e meno nuove, quali il collaudato multideskop, e gli affascinanti effetti visivi avanzati di Compiz…e tanto altro ancora.

A complemento di tutto ciò, integrato già da qualche edizione. troviamo un gestore di software (Ubuntu Software Center), che offre la possibilità di accedere a migliaia di applicazioni, in maniera ordinata, e che evita all’utente di avventurarsi in siti improbabili.

L’ultima versione , la  11.04, offre la possibilità di provare un nuovo Ambiente Desktop , dal nome Unity, ma a patto che il vostro hardware soddisfi i requisiti per esso (per scoprirlo, basta lanciare nel terminale il comando /usr/lib/nux/unity_support_test -p, o consultare questa pagina)…alternativamente -per fortuna- c’è ancora il caro, meno esigente Gnome (2) (o potete sempre aggiungere l’Ambiente Desktop che preferite…).

Ma non c’è rosa senza spine…

Ho sempre ritenuto quale punto di forza della distro, la concezione semantica dei menu, che rende il sistema molto fruibile e semplice da usare a partire da un pizzico di logica: ogni cosa è al suo posto, e sono sicuro che me ne darete conferma, ma trovo che con Unity, la summenzionata caratteristica ne abbia avuto a perdere.

Mi riferisco alla Dash (già, lo stesso nome del detersivo!), ovvero della barra laterale che sostituisce i classici 3 menu in alto.

La Dash, caratteristica principale di Unity, si presenta come una barra verticale, popolata da una serie di (belle) icone, attraverso le quali avere accesso ai vari software e alle funzionalità in genere; ha la peculiarità di prendere forma in base alle applicazioni utilizzate più di frequente, ma nel farlo rende macchinosa la navigazione, anche grazie al caos generato ad una onnipresente lista di applicazioni consigliate ceh disorienta e confonde l’utente, per vecchio o nuovo che sia.

Fortunatamente è ancora possibile raggiungere i menu alla pressione del tasto destro del mouse su qualsiasi area vuota del desktop, ed è possibile scegliere di avviare la propria sessione con Ubuntu Classic, selezionando la sessione contrassegnata come tale dalla schermata di Login.

Insomma, nonostante alcune -a mio avviso- infelici sortite, Ubuntu resta uno dei Sistemi Operativi -lasciatemelo dire- più belli che abbia mai provato, e ha il grande merito di aver avvicinato tantissimi tra i non addetti ai lavori a Linux e al mondo Opensource. Se lo volete provare, questa è la pagina di download (sito ufficiale).

 

Luigi Lacquaniti
Web designer freelance.

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