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Review: Ubuntu v. 12.04

precise pangolinTra nuovi appassionati e grandi abbandoni, la creatura di Mark Shuttleworth continua il suo cammino ed approda alla sedicesima edizione, ovvero la 12.04, denominata “Precise Pangolin” ( “formichiere meticoloso”…?). Si tratta di una distribuzione LTS (Long Term Support: supporto esteso a 5 anni dal rilascio) che sostanzialmente non introduce sconvolgimenti significativi, ma che rappresenta un’ulteriore step nella messa a punto complessiva del Sistema di Canonical.

A dispetto delle tante polemiche e antipatie suscitate sin dalla sua introduzione, Unity (alla sua versione 5.8), resta saldamente in sella, grazie alla sua migliore capacità di adattarsi a dispositivi e risoluzioni diverse; si fanno più solide  -concretizzate peraltro da dichiarazioni ufficiali- le ambizioni per la più famosa distribuzione  Linux di sempre, di allargare gli orizzonti ad altri dispositivi quali navigatori, tablet,  Smart TV (con il progetto Ubuntu TV), che saranno realtà a partire dalla versione 14.04.

Il launcher,  snellito della presenza di un gruppo di menu ( “applicazioni preferite”),  è ora configurabile più a fondo nell’aspetto e nel comportamento: è possibile, ad esempio, impostarne le dimensioni e le opzioni per la scomparsa, associabile anche ad un “colpo di mouse” in stile Exposé (Mac). Altre modifiche evidenti, il piacevole restyling del pannello delle impostazioni, peraltro ampliato con una articolata sezione relativa alla privacy; il miglioramento del Software Center, ora più fluido all’avvio; il cambio di mediaplayer Rhythmnbox al posto di Banshee, poiché meglio integrato con le GTK; la ricerca video su YouTube e Vimeo a partire dal launcher stesso (anche se ancora poco reattiva).

Tra le innovazioni “nascoste”, o meglio non evidenti,  il Kernel 3.2, che correggendo un bug nella gestione del risparmio energetico, migliora  l’esperienza suo dispositivi portatili e -forse l’unica novità sostanziale- l’introduzione di quello che definirei come “l’aiuto, riveduto e corretto”, ovvero HUD (Head Up Display): un sistema che sulle applicazioni supportate, alla pressione del tasto ALT, offre in sovraimpressione un campo di ricerca all’interno del quale digitare la propria richiesta o comando per l’applicazione in oggetto.

La funzione HUD è corredata di ricerca istantanea in stile Spotlight (…Mac OSX), molto comodo per i meno esperti.

Prima di salutarvi, vi segnalo che con questa versione di Ubuntu,  Wine incontra dei problemi con l’applicativo di PokerStars, e la cosa rende impossibile l’avvio dell’applicazione  a meno di…MacGyverate (ve ne parlerò…); in ogni caso se proprio non riuscite a stare senza, sappiate che esistono applicativi dedicati ( ne abbiamo parlato inquest’articolo ed in quest’altro.

Alla prossima.

Luigi Lacquaniti
Web designer freelance.

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